martedì, dicembre 30, ore 11:24
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Roma, lì 26 Dicembre 1726
Mio caro, l’assenza durante il periodo delle feste, non mi concede tuttavia una sosta dal pensarvi. Vi rammento, creandovi nei pensieri, in un angolo della città eterna, fra turbinii di persone e cose. Niente mi discosta da Voi, mio adorato. Vi vorrei con me per assaporare il gusto nuovo di un posto sereno, meno asfissiante della nostra amata laguna. Ma farò presto ritorno, mi mancate, Voi e Venezia. E spero che ci sarete ancora ad accogliermi. Vi amo.
Vostra, sempre.
Virginia.

Venezia 29 Dicembre 1726
Mia Dama
Il vostro amore giunge a riscaldarmi nonostante la distanza che ci divide. Ho ancora il profumo dei vostri capelli e la morbidezza della vostra pelle, a parlarmi di voi. Siete una donna meravigliosa, se solo fossi meno distratto io...
M. Osteka
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venerdì, dicembre 19, ore 09:49
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Venezia 17 Dicembre

Mio caro,
siete mirabile anche da morto. Avrei voluto acquistarvi steso su una croce. Avreste sofferto davanti ai miei occhi ogni giorno con mio immenso dispiacere, ma anche indicibile godimento. Vi desidero alternativamente, vivo e palpitante affianco a me, o steso in una bara, riposo estremo per la mia e la Vostra mente. Mi fate consumare nell'ansia di non saperVi, di non vederVi, di non toccarVi. Animate la mia vita spenta ancora con le Vostre recite, accendete il mio desiderio con la Vostra sagacia, allontanatemi da Voi, ma prendetemi ancora e ancora...

Vostra, Virginia.

17 Dicembre 1726

Mia Virginia
noto con piacere che il tema del quadro che ho commissionato a Madama Wilde sta destando gli animi dei veneziani, illustri soprattutto, e ciò è un grande onore per me... sono così emozionato che m'impiccherei ma non lo farò per soddisfare la vostra esigenza di "sentirmi" ancora e ancora e ancora. Sapete benissimo che ogni vostro desiderio per me è una priorità. Busserò presto alla vostra porta e avrete di che sfamarvi, mia cara, concretamente e metafisicamente.
Sempre Nostro


Madhreth Osteka

 

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mercoledì, maggio 23, ore 21:13
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Virginia,  accetto il vostro grazioso invito con molto piacere. Sarò come dite "il vostro squisito pasto" consumatemi senza ritegno perchè non risparmierò un solo centimetro della vostra pelle


martedì, maggio 22, ore 16:58
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venerdì, maggio 18, ore 22:55
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Madhreth mio caro, mi compiacerò della vostra compagnia, se voi vorrete giungere presso  la mia dimora per trascorrere una serata insieme, cenare, parlare, godere l'uno della persona dell'altro.
La vostra presenza riescea d acuire le mie percezioni, solo pensando a voi riesco a provare il medesimo piacere, lento e carico di aspettative che ho quando cucino.
Avete mille sapori, mio signore, mille odori che gusterei, che assaggerei con la punta della lingua sul vostro corpo, scoprendo gli incavi più nascosti, seguendo la traccia calda del sangue che pulsa nelle vostre vene.
...........

venerdì, maggio 11, ore 11:39
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Venezia, 11 maggio 1727

Vi sento distante, come il vento porta le onde lontane e gonfia le loro vele di tristezza, arenando gli scafi poco dopo sulla distesa dorata.
Vi scrivo perchè non risco a non annegare senza di voi,siete l'ultimo squarcio di infinito entro il quale vorrei fermarmi, desidero penetrare nelle vostre immagini, affollate, simulacro di sogno e desiderio.
La laguna ci guarda specchiandosi ogni era, ogni mattino, ogni attimo in sè stessa, io cerco in lei, in quell' aria umida il vostro animo fumoso, idillio di una notte che non finisce, ma si rinnova.
La luce del mattino ha spento il turbinio muto e continuo della mia mente, sagome reali si sono sostituite a quelle immaginarie, il mio letto è vuoto. Senza di Voi.
Le lenzuola profumano ancora di colonia, di notte e di vaniglia, la mia mente ha solo il Vostro odore, acre e di mare, abbisso di sensazioni, calore e freddo, morte e vita.
Vi cerco, Vi sogno, Vi amo.

Semplicemente, Sempre
Vostra Virginia.
 

[http://img176.imageshack.us/img176/4977/ps2pw6.jpg]
 


martedì, maggio 08, ore 17:21
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Si è traferita da me, la piccola rosa del Grimani. E' sfinita, sfiorita, stanca. E' come me. Come può ridurti un uomo...Porterà con sè Desdemona, sarò felice di farle da guida, ho sempre desiderato qualcuno, una sorella forse.E' un modo strano di amare, amare anche tutto il contorno.


sabato, maggio 05, ore 16:51
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Il Cerchio, Madame, vi ha prese. Il vagare continuo, liquido,delle vostre menti e dei vostri corpi, in quello spazio esiguo tra le sedie; ha creato solo per qualche istante "la moltitudine". Il passo morbido, l'espressione neutra, il ritmo comune. Le vostre percezioni dapprima caotiche, confuse, hanno lentamente confluito nel flusso ma solo per qualche istante.

Quando il Cerchio aprirà il varco della moltitudine, i vostri occhi si spalancheranno ingordi di ogni visione. Le vostre narici cercheranno nuovi odori e le vostre lingue nuovi sapori, niente allora vi basterà, nessuno, vi basterà. La ricerca del particolare vi darà assuefazione e non c'è, un modo migliore di morire.


Madhreth Osteka

 

Lezione "CAOS E METODO"

ricompongo, pezzi di me stessa scelti da altri, frammenti di ricordo che, metabolizzati giungono ad essere il  divenire ciclico.

attraverso lo studio dei movimenti degli altri, ho scomposto e riprodotto il mio, solo divenendo Uno si concepisce lo spirito della moltitudine, lo stesso spirito che porta alla ricomposizione della vita.

Da questa lezione ho imparato ad osservare, i dettagli sono frammenti, ma creano l'Uno che forma a sua volta la moltitudine:il dipanarsi della matassa di cui ognuno ha l'incipit.

Teseo(caos) ed Arianna(metodo)

termini fra loro dipendenti, se manca il caos non esiste il metodo.

  


venerdì, maggio 04, ore 21:33
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Perchè mi avete fatto questo?Cosa significa mettere al mondo qualcuno per farlo soffrire?Siete Meschini, tu mamma non sei stata capace di fare altro che passare da un letto all'altro, odio questa faccia che ti somiglia ogni giorno di più!E tu papà, hai sperperato il tesoro della mia giovinezza per soddisfare la tua vendetta.Provo solo odio per voi, vi odio e vi maledico ogni giorno

 

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venerdì, maggio 04, ore 18:28
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