Mio Medoro,
lasciatevi soccorrere, curare, dolcemente e divinamente carezzare dalle mie dita morbide, burro sulla vostra carne, balsamo per la vostra anima.
Non ci saranno nemici qui ad aspettarvi, solo la grazia scontrosa di un altro giorno fra le mie braccia.
Permettetemi un amore reale ed immaginario insieme, senza la quotidianità che squarci quell'azzurro che vorrei.

Ho lasciato un tappeto di narcisi bianchi in teatro, spero che sia stato di suo gradimento.Piccolo omaggio per la sua Arte. Non capisco perchè continui ad evitarmi, perchè abbia paura di avermi, nonostante io gli renda sempre più manifesto il mio desiderio. Sono stanca di essere continuamente allontanata, evitata, trattata come se avesse paura di farmi del male. Sono uguale a tutte le altre, e sento la sua voglia accendersi quando mi bacia, mi abbraccia. Ultimamente è insolito persino il suo modo di trattarmi, gentile, dolce, estremamente dolce. Non conoscevo questo lato della sua personalità fino a poco tempo fa, fino a quando la nostra conoscenza si è fatta più morbida, meno battaglia e più armistizio. Lo desidero perchè non posso averlo, nè con il mio potere, nè con qualunque altra moina. Sembra che nulla possa scalfire la sua maschera di ghiaccio. Rinuncio a capirlo, posso solo amarlo.
Sono stata molto indecisa sul colore dell'abito da farmi confezionare per la Festa ai Giardini, ma ormai sono giunta alla conclusione che il Peccato che più mi si addice sia la Tracotanza. Stasera ho l'ultima prova, spero sinceramente che sia come lo desidero, perfetto in ogni sua parte.

Mio Caro
l'aver ricevuto la vostra lettera ha suscitato in me una fortissima emozione, come non avevo da tempo. Comprendo il vostro tedio, la vostra continua Noia nel cercare qualcosa che possa, in qualche modo Emozionarvi. E' il dramma della nostra vita, l' Emozione.
Voi solo riuscite a suscitare in me una passione tanto violenta quanto violentata nel suo esprimersi. Non esisto che per Voi, che nel vostro essere illusorio.Nulla riesce ad appassionarmi quanto la vostra Essenza, neanche la mia tanto amata Arte, che invero vedo dispiegarsi in un nugolo di stolti e replicanti di forma e di parole, trasposte e riprodotte senza estasi.
Mio Caro, credetemi: ora come ora non riuscirei ad Appassionarvi che per pochi attimi, non riesco ad esprimermi materialmente per Voi, perchè per quanto io lo desideri non ottengo da Voi che il rimbalzare, vuoto, delle mie sole parole.
Non snaturatevi per essere irrimediabilmente brutale quando non lo sareste, io apprezzo più il vostro tacere che la vostra verita'.
Non sopporto le vostre parole piene di astio, sembra quasi che vi vogliate vendicare di me per un male che vi ho arrecato, anche se, ho semplicemente evitato di ferire la mia persona.
Ho chiesto il Vostro corpo perchè mai potrei avere altro, figuriamoci la vostra Anima.
Ne' da me, Voi potrete avere altro che questo, almeno nei miei propositi, ma per quanto io faccia non posso negarmi e negarvi di Pensarvi, di desiderarvi e di amarvi. Con cautela. La mia fragilità mi impone la distanza necessaria per non rompermi in mille pezzi, come un cristallo, la stessa distanza che il mio denaro mi offre. Ho sempre considerato la mia ricchezza un mezzo per essere libera, l'ultimo varco prima dell'inutilita'. Non odiatemi e non allontanatemi perche' vorrei comprarvi come ho comprato molte altre cose.
E' il solo modo che conosco per possedere Qualcosa o Qualcuno: l'appartenere o l' appartenersi.
Siamo molto piu' simili di quanto Voi crediate, Voi bastate a Voi stesso, a me bastate Voi.
Spogliatemi l' Anima Messere,
Solo allora saro' davvero Vostra.
Virginia
Madama,la primavera tarda ad arrivare, il cielo scuro spegne impietosamente i colori di questa triste città al punto che trascorro i miei giorni a scrivere senza spingere lo sguardo oltre la finestra. Tutto mi riconduce alla mia nima nera, dalla quale non riesco ad evadere. Vorrei che il vento portasse con sè queste nubi di piombo e con esse i pensieri pesanti che mi affollano la mente. Mi drogo fra cosce sconosciute, mi confondo e azzittisco lasciando ogni spazio al piacere carnale, magro pasto per uno come me che necessita di stimoli continui. Io. Signora Cara. Non sento. Non sento Niente. Niente mi emoziona e Voi, ditemi, siete in grado di farlo? Sconvolgete ogni mio senso, fatemi godere.
Madhreth Osteka

Ieri sera abbiamo parlato, forse per la prima volta da quando ci conosciamo. Procede per piccoli gradi fra noi, non può che andare avanti con battute pungenti, parole che feriscono, il solito gioco al massacro, in cui sono sempre io quella più fragile. Che stupida! Mi è venuto da piangere...erano anni che non piangevo, non ho mai voluto ammetterlo a me stessa, ma quest'uomo mi prende in modo viscerale, riesce a snaturare la mia perfetta maschera di tranquillità, faticosamente creata da anni. Sono sicura ora, da quanto sono riuscita a capire che lui tenga a me, ma nel modo strano in cui si può tenere per sempre una persona sotto una campana di vetro, nel modo in cui si tiene da parte qualcosa che si ha paura di perdere, di rompere o di scoprire non così tanto importante.Forse affinchè tutto cambi, è necessario che tutto rimanga com'è, forse, mi sto facendo come sempre troppe paranoie. Ha ragione, non sto Esistendo...