Immaginavo di avere una tua risposta: sono passate diverse notti e non so che fine hai fatto. Mi risulta difficile ammetterlo a me stessa, mi manchi. Mi manca il tuo continuo inferiere su di me, le tue parole sferzanti e dolorose. Con te mi sento viva, ancora. Non è pensabile immaginarti vicino materialmente e talmente lontano. Non muoverò i miei passi fino al Grimani, verrai tu, quando la borsa sarà vuota...Nel frattempo aspetto, magari fra una puttana e l'altra avrai un pensiero per me...Mi basta poco, come vedi. Un pensiero. Agonizzo, pesce boccheggiante senza più il suo mare. Per quanto tu possa continuamente tentare di scalfire le mie sembianze eburne, riceverai sempre e solo suoni melliflui dalle mie labbra. Dalla tua bocca pende il mio respiro, quando reclinando il capo, ti guardo sorridendo.
Ti aspetto.