Venezia, 11 maggio 1727
Vi sento distante, come il vento porta le onde lontane e gonfia le loro vele di tristezza, arenando gli scafi poco dopo sulla distesa dorata.
Vi scrivo perchè non risco a non annegare senza di voi,siete l'ultimo squarcio di infinito entro il quale vorrei fermarmi, desidero penetrare nelle vostre immagini, affollate, simulacro di sogno e desiderio.
La laguna ci guarda specchiandosi ogni era, ogni mattino, ogni attimo in sè stessa, io cerco in lei, in quell' aria umida il vostro animo fumoso, idillio di una notte che non finisce, ma si rinnova.
La luce del mattino ha spento il turbinio muto e continuo della mia mente, sagome reali si sono sostituite a quelle immaginarie, il mio letto è vuoto. Senza di Voi.
Le lenzuola profumano ancora di colonia, di notte e di vaniglia, la mia mente ha solo il Vostro odore, acre e di mare, abbisso di sensazioni, calore e freddo, morte e vita.
Vi cerco, Vi sogno, Vi amo.
Semplicemente, Sempre
Vostra Virginia.