Si è traferita da me, la piccola rosa del Grimani. E' sfinita, sfiorita, stanca. E' come me. Come può ridurti un uomo...Porterà con sè Desdemona, sarò felice di farle da guida, ho sempre desiderato qualcuno, una sorella forse.E' un modo strano di amare, amare anche tutto il contorno.

Ho lasciato un tappeto di narcisi bianchi in teatro, spero che sia stato di suo gradimento.Piccolo omaggio per la sua Arte. Non capisco perchè continui ad evitarmi, perchè abbia paura di avermi, nonostante io gli renda sempre più manifesto il mio desiderio. Sono stanca di essere continuamente allontanata, evitata, trattata come se avesse paura di farmi del male. Sono uguale a tutte le altre, e sento la sua voglia accendersi quando mi bacia, mi abbraccia. Ultimamente è insolito persino il suo modo di trattarmi, gentile, dolce, estremamente dolce. Non conoscevo questo lato della sua personalità fino a poco tempo fa, fino a quando la nostra conoscenza si è fatta più morbida, meno battaglia e più armistizio. Lo desidero perchè non posso averlo, nè con il mio potere, nè con qualunque altra moina. Sembra che nulla possa scalfire la sua maschera di ghiaccio. Rinuncio a capirlo, posso solo amarlo.
Sono stata molto indecisa sul colore dell'abito da farmi confezionare per la Festa ai Giardini, ma ormai sono giunta alla conclusione che il Peccato che più mi si addice sia la Tracotanza. Stasera ho l'ultima prova, spero sinceramente che sia come lo desidero, perfetto in ogni sua parte.
Immaginavo di avere una tua risposta: sono passate diverse notti e non so che fine hai fatto. Mi risulta difficile ammetterlo a me stessa, mi manchi. Mi manca il tuo continuo inferiere su di me, le tue parole sferzanti e dolorose. Con te mi sento viva, ancora. Non è pensabile immaginarti vicino materialmente e talmente lontano. Non muoverò i miei passi fino al Grimani, verrai tu, quando la borsa sarà vuota...Nel frattempo aspetto, magari fra una puttana e l'altra avrai un pensiero per me...Mi basta poco, come vedi. Un pensiero. Agonizzo, pesce boccheggiante senza più il suo mare. Per quanto tu possa continuamente tentare di scalfire le mie sembianze eburne, riceverai sempre e solo suoni melliflui dalle mie labbra. Dalla tua bocca pende il mio respiro, quando reclinando il capo, ti guardo sorridendo.
Ti aspetto.