Il Cerchio, Madame, vi ha prese. Il vagare continuo, liquido,delle vostre menti e dei vostri corpi, in quello spazio esiguo tra le sedie; ha creato solo per qualche istante "la moltitudine". Il passo morbido, l'espressione neutra, il ritmo comune. Le vostre percezioni dapprima caotiche, confuse, hanno lentamente confluito nel flusso ma solo per qualche istante.
Quando il Cerchio aprirà il varco della moltitudine, i vostri occhi si spalancheranno ingordi di ogni visione. Le vostre narici cercheranno nuovi odori e le vostre lingue nuovi sapori, niente allora vi basterà, nessuno, vi basterà. La ricerca del particolare vi darà assuefazione e non c'è, un modo migliore di morire.
Madhreth Osteka

Lezione "CAOS E METODO"
ricompongo, pezzi di me stessa scelti da altri, frammenti di ricordo che, metabolizzati giungono ad essere il divenire ciclico.
attraverso lo studio dei movimenti degli altri, ho scomposto e riprodotto il mio, solo divenendo Uno si concepisce lo spirito della moltitudine, lo stesso spirito che porta alla ricomposizione della vita.
Da questa lezione ho imparato ad osservare, i dettagli sono frammenti, ma creano l'Uno che forma a sua volta la moltitudine:il dipanarsi della matassa di cui ognuno ha l'incipit.
Teseo(caos) ed Arianna(metodo)
termini fra loro dipendenti, se manca il caos non esiste il metodo.
Mio Medoro,
lasciatevi soccorrere, curare, dolcemente e divinamente carezzare dalle mie dita morbide, burro sulla vostra carne, balsamo per la vostra anima.
Non ci saranno nemici qui ad aspettarvi, solo la grazia scontrosa di un altro giorno fra le mie braccia.
Permettetemi un amore reale ed immaginario insieme, senza la quotidianità che squarci quell'azzurro che vorrei.

Immaginavo di avere una tua risposta: sono passate diverse notti e non so che fine hai fatto. Mi risulta difficile ammetterlo a me stessa, mi manchi. Mi manca il tuo continuo inferiere su di me, le tue parole sferzanti e dolorose. Con te mi sento viva, ancora. Non è pensabile immaginarti vicino materialmente e talmente lontano. Non muoverò i miei passi fino al Grimani, verrai tu, quando la borsa sarà vuota...Nel frattempo aspetto, magari fra una puttana e l'altra avrai un pensiero per me...Mi basta poco, come vedi. Un pensiero. Agonizzo, pesce boccheggiante senza più il suo mare. Per quanto tu possa continuamente tentare di scalfire le mie sembianze eburne, riceverai sempre e solo suoni melliflui dalle mie labbra. Dalla tua bocca pende il mio respiro, quando reclinando il capo, ti guardo sorridendo.
Ti aspetto.